Agrigento, 16 dicembre 2025 dopo l’entusiasmo di Palermo, il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 prosegue verso una delle città più affascinanti e cariche di storia del Mediterraneo: Agrigento. Qui, tra vestigia millenarie e panorami che uniscono mare e archeologia, la torcia farà tappa in un contesto unico al mondo, proseguendo il suo cammino verso il Nord Italia in vista della cerimonia inaugurale del 6 febbraio 2026 allo stadio di San Siro.
Un percorso tra storia e mito
La staffetta agrigentina attraverserà luoghi simbolo della città, con una partenza prevista dalla Valle dei Templi, sito UNESCO e icona dell’architettura dorica. La fiamma, trasportata di mano in mano dai tedofori, percorrerà le strade che conducono al centro storico, tra via Atenea, le piazze barocche e i punti panoramici da cui ammirare il Mediterraneo. L’arrivo sarà accompagnato da eventi culturali e musicali, pensati per celebrare l’incontro tra sport e patrimonio culturale.
I protagonisti
I tedofori selezionati includeranno:
- Atleti siciliani che hanno fatto la storia dello sport nazionale.
- Volontari e cittadini che si sono distinti per il loro impegno sociale.
- Rappresentanti delle istituzioni e volti noti della cultura.
Ognuno di loro percorrerà circa 200 metri, trasformando il proprio tratto in un racconto di passione, identità e unità.
Agrigento da vivere
La tappa sarà anche un’occasione per scoprire o riscoprire le meraviglie della città:
- Cosa vedere: oltre alla Valle dei Templi, il Giardino della Kolymbethra, la Cattedrale di San Gerlando, il Monastero di Santo Spirito e il pittoresco quartiere di Rabato.
- Cosa mangiare: non mancheranno degustazioni di prodotti tipici come i cannoli siciliani, la pasta con le sarde, le minne di Sant’Agata e il cous cous di pesce.
- Cosa fare: partecipare a visite guidate notturne tra i templi illuminati, godersi concerti all’aperto e passeggiare tra le bancarelle di artigianato locale.
Un ponte tra passato e futuro
Il passaggio della Fiamma ad Agrigento non sarà solo un evento sportivo, ma un momento di connessione tra epoche diverse: dal fasto dell’antica Akragas alla contemporaneità di una città viva e proiettata verso il futuro. Un segnale che lo spirito olimpico, con i suoi valori di pace, rispetto e fratellanza, trova terreno fertile ovunque ci siano comunità pronte ad accoglierlo.




