C’è un’Olimpiade che si prepara non soltanto con piste innevate, palazzetti e villaggi per gli atleti, ma anche dentro le aule scolastiche, tra zaini colorati, lavagne e voci di studenti curiosi. È qui che prende vita Gen26, il programma educativo che accompagna le nuove generazioni verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.
Un progetto pensato per formare non solo sportivi del futuro, ma soprattutto cittadini consapevoli, pronti a raccogliere il testimone dei valori olimpici: amicizia, rispetto, inclusione e sostenibilità.

La scintilla che nasce tra i ragazzi
Gen26 è arrivato nelle scuole come una fiamma che si accende e si trasmette da una mano all’altra. Oltre 100.000 studenti in tutta Italia hanno già preso parte a incontri, laboratori e giornate tematiche che hanno trasformato la routine scolastica in un’occasione di scoperta.
Non si parla solo di sport: nelle classi si affrontano temi come la tutela dell’ambiente, la forza della diversità, il valore del volontariato e la bellezza del gioco di squadra.
Gli studenti ascoltano storie di atleti olimpici e paralimpici, incontrano testimoni che hanno saputo trasformare sacrificio e passione in successi indimenticabili, e poi si mettono in gioco in prima persona, con attività che uniscono movimento e riflessione.
Quando lo sport entra nelle scuole
Ogni tappa del programma Gen26 è un piccolo evento. A Bari, ad esempio, l’arrivo della pattinatrice Valentina Marchei e del campione olimpico di taekwondo Carlo Molfetta ha trasformato una semplice mattinata in un momento di festa collettiva. Gli studenti non solo hanno ascoltato, ma hanno fatto domande, hanno riso, si sono emozionati: in quel dialogo hanno visto che lo sport non è un mondo lontano, ma un percorso che può appartenergli.
In Valtellina, invece, il progetto ha assunto i contorni di una vera community: 6.000 ragazzi coinvolti, incontri con esperti di sostenibilità, sport marketing e volontariato. Qui Gen26 è diventato un laboratorio di idee, dove lo sport incontra il territorio, il cibo di qualità, la cultura locale.
Gen26 fuori dalle aule: piazze, eventi e comunità
Ma Gen26 non vive solo tra banchi e corridoi. Si è acceso anche durante grandi eventi popolari, come l’Expo per lo Sport a Milano o la Run for Inclusion, trasformando parchi e piazze in palestre a cielo aperto.
E ancora: la Winter Games Week, con centinaia di scuole coinvolte, ha portato laboratori, giochi e incontri culturali in tutta Italia. Un vero e proprio conto alla rovescia condiviso verso i Giochi del 2026.
In Lombardia e Veneto, poi, i Trofei di Milano Cortina 2026 hanno riunito oltre 40.000 studenti, trasformando l’Arena Brera di Milano in una festa di sport e gioventù.
Una generazione che porta il nome dei Giochi
Il nome Gen26 non è casuale: richiama una generazione che sarà adulta proprio nel 2026, quando i Giochi illumineranno Milano, Cortina e tutte le Alpi italiane. Ragazzi e ragazze che oggi siedono nei banchi, ma che tra poco diventeranno volontari, spettatori, professionisti e cittadini del mondo olimpico.
C’è chi sogna di gareggiare, chi di raccontare le Olimpiadi come giornalista, chi di viverle come volontario del Team26. Tutti, però, condividono un percorso comune: crescere con un bagaglio di valori che va ben oltre lo sport.
Un’eredità che resta
L’aspetto più straordinario di Gen26 è che il suo impatto non finirà con il 6 febbraio 2026, quando allo stadio di San Siro si accenderà il braciere olimpico. Rimarrà invece nei ragazzi, nei docenti, nelle comunità che hanno preso parte al percorso.
Ogni laboratorio, ogni testimonianza, ogni giornata dedicata è un seme piantato: un seme di rispetto, di inclusione, di amore per lo sport e per l’ambiente. Un’eredità che Milano-Cortina lascerà al Paese molto più duratura di un record sportivo.
Gen26 è una storia che parla di futuro. È il racconto di un’Italia che non si limita a ospitare i Giochi, ma che li vive e li trasmette alle nuove generazioni. È la dimostrazione che lo sport non è solo competizione, ma educazione, crescita e comunità.
Quando nel 2026 la torcia olimpica brillerà tra le montagne, non sarà soltanto la luce dei Giochi a illuminare il Paese: sarà la luce di migliaia di ragazzi e ragazze che avranno imparato a credere nei valori olimpici, e a portarli con sé nella loro vita quotidiana.




