Primo caso di doping alle Olimpiadi Milano Cortina 2026: la vicenda della biatleta italiana

atleta di biathlon

A pochi giorni dall’inaugurazione delle Winter Olympics Milan Cortina 2026, arriva la notizia che scuote il mondo sportivo italiano e internazionale: il primo caso di doping all’interno dei Giochi è stato ufficialmente confermato. Si tratta di una giovane atleta italiana del biathlon risultata positiva a un controllo, con ripercussioni sulla sua partecipazione e sul team azzurro.

L’atleta e la disciplina coinvolta

La protagonista del caso è Rebecca Passler, biatleta italiana classe 2001, originaria di Anterselva e punta di diamante della squadra italiana di biathlon. Passler era stata convocata per partecipare alle gare olimpiche di biathlon, una delle discipline invernali più tecniche e fisicamente impegnative, che combina sci di fondo e tiro a segno.

Come è stato scoperto il doping

Il controllo antidoping che ha portato alla positività di Passler non è stato effettuato durante una gara, ma “out of competition”, cioè in un test effettuato al di fuori delle competizioni ufficiali. Durante questo controllo è stata riscontrata la presenza di letrozolo, una sostanza vietata che può alterare l’equilibrio ormonale ed è classificata tra gli agenti che migliorano le prestazioni.

Letrozolo: cosa è e perché è vietato

The letrozolo è un farmaco inibitore dell’aromatasi, usato in medicina per trattamenti specifici legati all’equilibrio ormonale. Nel contesto sportivo è vietato perché può ridurre i livelli di estrogeni e mascherare l’assunzione di altre sostanze dopanti, oppure favorire miglioramenti di performance non consentiti dalle regole antidoping.

Conseguenze per l’atleta e per la squadra

Secondo le normative internazionali antidoping e il regolamento del Comitato Olimpico Internazionale, una positività di questo tipo porta alla sospensione immediata dell’atleta e alla sua esclusione dalle competizioni. Nel caso di Passler, la sua partecipazione alle gare di biathlon è stata annullata, e la squadra italiana dovrà rivedere la composizione delle staffette e delle prove individuali per compensare la sua assenza.

Il contesto delle Olimpiadi e i controlli antidoping

Il caso di Passler arriva a pochi giorni dall’inizio ufficiale dei Giochi — la cerimonia di apertura è prevista per il 6 febbraio 2026 — e sottolinea l’intensità dei controlli antidoping che precedono e accompagnano ogni edizione olimpica. Le autorità sportive internazionali, incluso il CIO e le agenzie antidoping, conducono test capillari prima e durante i Giochi per garantire integrità, equità e salute degli atleti.

Questa situazione conferma anche quanto il sistema di screening sia in grado di individuare casi sospetti fuori dalle competizioni, evitando che eventuali violazioni abbiano luogo proprio durante gli eventi più importanti.

Reazioni e impatto sulla rassegna olimpica

La notizia ha provocato reazioni in Italia e all’estero, con grande attenzione mediatica sul tema del doping nello sport. Il caso solleva interrogativi sulla preparazione atletica, sulle regole di controllo e sull’efficacia delle misure preventive adottate in vista dei Giochi.

Allo stesso tempo, le autorità sportive sottolineano che un caso isolato non deve offuscare il valore globale dell’evento, né la maggioranza degli atleti impegnati nelle competizioni, che gareggiano nel rispetto delle regole.

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