Dietro ogni cerimonia di apertura che emoziona il mondo, dietro ogni medaglia che segna la storia, dietro ogni sogno olimpico, c’è un ente che lavora silenziosamente, da oltre un secolo, per tenere viva la fiamma dello sport globale: il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale.

Nato da un’idea visionaria, diventato un’istituzione planetaria, il CIO è molto più che un’organizzazione: è la casa comune dello sport mondiale.

Le origini del sogno olimpico moderno

Tutto comincia nel 1894, quando un educatore francese dal pensiero rivoluzionario, il barone Pierre de Coubertin, fonda il Comitato Olimpico Internazionale con un obiettivo straordinario: riportare in vita i Giochi Olimpici dell’antica Grecia, ma adattandoli ai tempi moderni.

L’incontro fondativo si tiene alla Sorbona di Parigi, il 23 giugno, e da lì nasceranno i primi Giochi Olimpici moderni, ospitati ad Atene nel 1896.

Da quel giorno, il CIO è l’organismo che governa il Movimento Olimpico, coordinando le Olimpiadi estive e invernali, i comitati olimpici nazionali (come il CONI per l’Italia), e le federazioni sportive internazionali.

Che cos’è il CIO e cosa fa?

Il Comitato Olimpico Internazionale è un’organizzazione internazionale non governativa, a carattere non-profit, che si occupa di:

  • Assegnare l’organizzazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici.
  • Promuovere i valori dell’olimpismo: rispetto, amicizia, eccellenza.
  • Coordinare le attività di 206 Comitati Olimpici Nazionali in tutto il mondo.
  • Lavorare con 35 Federazioni Sportive Internazionali.
  • Sviluppare programmi educativi, culturali e di inclusione attraverso lo sport.
  • Lottare contro il doping, la corruzione, il razzismo e qualsiasi forma di discriminazione nello sport.

Inoltre, il CIO gestisce i diritti TV e commerciali legati ai Giochi, i cui ricavi vengono in gran parte reinvestiti nel movimento sportivo mondiale.

Dove ha sede il CIO?

La casa dello sport olimpico si trova a Losanna, in Svizzera, in un moderno e scenografico edificio chiamato Olympic House, inaugurato nel 2019. Questa sede rappresenta il simbolo dell’impegno del CIO per la sostenibilità, l’innovazione e la trasparenza.

Qui si trova anche l’Olympic Museum, uno dei luoghi più visitati del Paese, che racconta la storia e i valori delle Olimpiadi attraverso oggetti storici, torce olimpiche, divise, video e testimonianze degli atleti.

Chi guida il CIO?

Dal 2013, il presidente del CIO è il tedesco Thomas Bach, ex schermidore e campione olimpico a Montréal 1976. Bach ha portato avanti una profonda riforma del sistema olimpico, lanciando l’Agenda 2020 e poi l’Agenda 2020+5, per rendere le Olimpiadi più sostenibili, digitali e vicine alle giovani generazioni.

Sotto la sua guida, il CIO ha assegnato i Giochi a Parigi 2024, Milano-Cortina 2026, Los Angeles 2028 e Brisbane 2032, pianificando con largo anticipo il futuro del movimento olimpico.

Curiosità che raccontano l’anima del CIO

  • Il CIO è composto da circa 100 membri, tra cui ex atleti, dirigenti, e rappresentanti del mondo accademico e culturale.
  • È stato uno dei primi enti sportivi a introdurre l’equilibrio di genere nei comitati e nelle delegazioni olimpiche.
  • Il CIO ha istituito gli Youth Olympic Games, i Giochi Olimpici della Gioventù, per atleti tra i 15 e i 18 anni.
  • Gestisce un vero e proprio programma umanitario, aiutando atleti rifugiati con borse di studio, supporto psicologico e partecipazione a competizioni internazionali.

Il ruolo del CIO oggi e domani

Nel mondo contemporaneo, il CIO è molto più che un ente organizzativo. È un ambasciatore globale di pace, dialogo e sviluppo sostenibile. Le sue attività vanno dalla costruzione di impianti sportivi nei Paesi emergenti alla promozione dello sport femminile, passando per la digitalizzazione degli eventi e il contrasto al cambiamento climatico.

Con la nascita di nuove discipline olimpiche come il breaking, lo skateboard o l’arrampicata, il CIO dimostra di essere un’organizzazione capace di rinnovarsi, restando fedele ai suoi principi originari.

Il CIO è molto più di un’istituzione sportiva. È la custode del sogno olimpico, la garanzia che, ogni quattro anni, il mondo possa fermarsi per celebrare non solo l’eccellenza sportiva, ma anche l’unità, la pace e la speranza.

E mentre la torcia olimpica passa da un continente all’altro, a tenerla viva non sono solo gli atleti, ma anche il lavoro quotidiano di chi crede che lo sport possa davvero cambiare il mondo, una generazione alla volta.

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