Arrivano al Villaggio Olimpico di Milano Cortina 2026 concentrati, disciplinati, con diete calibrate al grammo.
Poi entrano nella mensa.
E lì, per molti atleti stranieri, iniziano le vere Olimpiadi.
Non quelle delle medaglie, ma quelle del confronto più temuto: il cibo italiano.
“Aspetta… questa è solo la pasta?”
La prima reazione è quasi sempre la stessa.
Davanti a un piatto di pasta semplice, magari con pomodoro o olio e parmigiano, molti atleti si guardano intorno perplessi.
“È tutto qui?”
“Niente salsa strana?”
“Ma non manca qualcosa?”
Poi assaggiano.
E la conversazione cambia tono.
C’è chi scopre che la pasta non deve nuotare nel sugo, chi realizza che “al dente” non è un errore di cottura, e chi — soprattutto tra gli atleti nordamericani — rimane sinceramente colpito da quanto un piatto apparentemente semplice possa essere così… buono.

Pizza: aspettative altissime, giudizio severo
Sulla pizza gli atleti stranieri arrivano preparati.
Tutti pensano di sapere cos’è una pizza. Tutti hanno già un’opinione.
Poi arriva quella vera:
- sottile
- leggera
- con ingredienti riconoscibili
Le reazioni vanno dal silenzio rispettoso al sorriso improvviso.
Qualcuno chiede se è davvero consentito mangiarla prima di una gara.
La risposta degli staff nutrizionisti italiani è chiara: dipende da quanta ne mangi.
Spoiler: quasi nessuno si ferma alla prima fetta.

“Ma questo formaggio è… ovunque?”
Altro grande tema: il parmigiano.
Sulla pasta, sulle verdure, perfino richiesto “a parte”.
Gli atleti asiatici lo osservano con curiosità, quelli nordici con sospetto, quelli sudamericani con entusiasmo.
Dopo qualche giorno, però, succede una cosa strana:
iniziano a chiederlo loro.
In alcuni tavoli del Villaggio si è già aperto il dibattito eterno:
“Meglio sul riso o no?”
L’Italia osserva in silenzio. E giudica.
Dolce shock: quando arriva il tiramisù
Se il salato divide, il dolce unisce.
Il tiramisù ha messo d’accordo tutti.
Atleti che dichiarano di non mangiare zuccheri da mesi si concedono “solo un cucchiaio”.
Che poi diventano due.
E poi “vabbè, domani ho allenamento”.
È il momento in cui molti capiscono che il cibo italiano non è solo nutrimento, ma esperienza emotiva.

Diete ferree, ma con sorriso
Certo, il Villaggio Olimpico offre:
- menù personalizzati
- opzioni vegetariane, vegane e senza glutine
- piatti studiati per ogni disciplina
Ma il cibo italiano riesce comunque a infilarsi nei racconti serali, nelle chat tra atleti, nei commenti ironici tra una gara e l’altra.
Per qualcuno sarà solo una parentesi.
Per altri, un ricordo indelebile da portare a casa insieme alla divisa olimpica.
Le Olimpiadi passano anche dalla tavola
Milano Cortina 2026 non sta lasciando il segno solo per le gare e le medaglie.
Lo sta facendo anche attraverso:
- la pasta mangiata con diffidenza e finita con entusiasmo
- la pizza confrontata con quella “di casa” (e spesso perdente)
- i dolci assaggiati “solo per curiosità”
Perché le Olimpiadi sono anche questo: incontro tra culture.
E a volte, l’incontro più memorabile avviene davanti a un piatto.





